Casalmaggiore fra Quattrocento e Cinquecento: Milano, Venezia, Francia
Casalmaggiore ebbe sempre una storia poco stabile e determinata da numerosi contenziosi: fu prima entro l'influenza del contado di Cremona, poi dei Gonzaga e godette di periodi con una relativa autonomia. La città entra stabilmente nella grande politica padana tra Trecento e Cinquecento, oscillando tra Milano, Venezia, i Gonzaga, la Francia e il Sacro Romano Impero. Il passaggio ai Visconti avvenne nel 1390, ma ciò garantì una stabilità nella città di breve durata: vi furono brevi domini veneziani, il ritorno dei Visconti, la Repubblica Ambrosiana, gli Sforza, un'altra breve ma importante parentesi veneziana di 9 anni e la presa gonzaghesca per conto della Francia nel 1509, per poi terminare ancora con Massimiliano Sforza dopo la sconfitta francese e infine l'Impero con Carlo V. Durante questi anni, precisamente nel 1448, avvenne anche la Battaglia fluviale di Casalmaggiore, svoltasi nei pressi dell'Isola di Fossacaprara, in cui le forze della Repubblica Ambrosiana (ovvero il Ducato di Milano in fase di transizione tra il dominio dei Visconti e quello degli Sforza) e i Rossi di Parma sconfissero quelle della Repubblica di Venezia in modo decisivo; mantenendo così il controllo della città padana fino agli ultimi anni del Quattrocento. Questa grande instabilità e continui passaggi di mano fu dovuta al fatto che Casalmaggiore fu una “porta sul Po”: una comunità non enorme, ma strategica, capace di negoziare autonomia e privilegi proprio perché collocata su un confine politico, commerciale e militare di grande importanza.