Chiesa di San Salvatore
Temi: Religione - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minutiNella località di Sanguigna, in una delle frazioni di Colorno più legate al paesaggio rurale della Bassa, giace adiacente alla Grancia Benedettina la Chiesa di San Salvatore. La sua esistenza è documentata già nel 1144, in una bolla di Papa Lucio II, mentre le forme dell’edificio attuale risalgono soprattutto al periodo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Nel Seicento la facciata fu modificata con l’aggiunta della cornice a toro, mentre la parte superiore del campanile appartiene a una fase successiva. Per secoli, fino al 1810, la chiesa dipese dall’Abbazia di S. Giovanni Evangelista di Parma.
La sua storia è caratterizzata da grandi interventi che hanno riportato alla luce ciò che il tempo aveva nascosto. Nel 1906 furono restaurati l’abside e il pavimento, mentre tra il 1956 e il 1962 la rimozione degli intonaci e la demolizione della volta dell’aula permisero di recuperare i preziosi affreschi quattrocenteschi attribuiti a Jacopo Loschi. Nella stessa occasione, con l’abbattimento della volta, si resero nuovamente visibili le capriate lignee della navata. Più che stravolgerne l’aspetto, questi lavori hanno restituito leggibilità a una chiesa che conserva tutt’oggi tracce molto evidenti della sua storia.
L’impianto è semplice, ma tutt’altro che privo di carattere: navata unica, abside poligonale, facciata a capanna con lesene, una finestra polilobata sormontata da un oculo, e il campanile in laterizio che si affianca all’abside. All’interno, il presbiterio è rialzato di un gradino e coperto da volte a vela, mentre sulle pareti dell’aula si conservano gli affreschi di Jacopo Loschi, con scene come l’Annunciazione, l’Adorazione del Bambino e la Madonna del latte. È proprio questo equilibrio tra struttura essenziale e qualità pittorica a rendere la Chiesa di San Salvatore uno dei luoghi più rilevanti di Colorno e dintorni.