Oratorio della Beata Vergine del Buon Cuore
Temi: Religione - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minutiNella località di Copermio, accanto a Villa Grasselli, l’Oratorio della Beata Vergine del Buon Cuore nasce dentro lo stesso sistema che, nel secondo Settecento, agglomerava parte degli edifici collegati alla corte di Colorno. Fu voluto da Ferdinando di Borbone e costruito tra il 1771 e il 1772 su progetto di Pietro Cugini. L’oratorio è affiancato al vicino Real Casino e collocato sul limite nord-est del grande parco del Palazzo Ducale: anche per questo motivo, ancora oggi, la struttura riesce a mantenere la sua immagine elegante e signorile.
A dare misura della qualità della committenza sono soprattutto gli apparati decorativi. Sulla facciata compaiono pregiati busti di San Ferdinando e Santa Amalia, eseguiti da Giuseppe Sbravati. All’interno, le ancone lignee degli altari laterali furono intagliate da Ignazio Marchetti tra il 1771 e il 1773. Le pale conservate nelle cappelle sono di Giuseppe Peroni e Pietro Melchiorre Ferrari, mentre nella cappella di sinistra si trova anche la statua di San Bernardo degli Uberti, realizzata nel 1771 da Laurent Guyard. Nel 1841 le decorazioni interne furono restaurate e, probabilmente, ricoperte da nuovi dipinti a tempera.
L’impianto è quello di una piccola architettura neoclassica costruita con grande equilibrio: navata unica, una cappella per lato, presbiterio absidato, due sagrestie, il campanile isolato sul retro e, in asse, la canonica. La facciata a capanna, segnata da lesene doriche scanalate e conclusa da un doppio frontone triangolare, mantiene un tono sobrio ma al tempo stesso molto riconoscibile. Il restauro avviato intorno al 2000, sostenuto dalla Fondazione Cariparma, ha restituito leggibilità a un edificio che continua a valere per il suo legame diretto con la stagione ducale di Colorno.