{"id":17492,"date":"2026-05-29T15:20:05","date_gmt":"2026-05-29T13:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/?post_type=colorno&#038;p=17492"},"modified":"2026-10-08T17:49:57","modified_gmt":"2026-10-08T15:49:57","slug":"venaria-reale","status":"publish","type":"colorno","link":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/colorno\/venaria-reale\/","title":{"rendered":"Venaria Reale"},"content":{"rendered":"\n<p>Pensata&nbsp;originalmente&nbsp;come luogo di svago e rappresentanza, la Venaria (o anche detta &#8220;Veneria&#8221;) si inseriva in un sistema pi\u00f9 ampio di ville e spazi destinati alla vita di corte, in dialogo costante con&nbsp;la pi\u00f9 ampia architettura della Reggia&nbsp;e&nbsp;con&nbsp;il paesaggio agricolo e fluviale circostante. Il progetto si svilupp\u00f2 in epoca borbonica&nbsp;a met\u00e0 del Settecento, quando Colorno divenne uno dei centri principali del potere&nbsp;del Ducato di Parma.&nbsp;Di questo complesso&nbsp;oggi restano&nbsp;solo&nbsp;le ali&nbsp;laterali,&nbsp;testimonianza di un impianto originario pi\u00f9 ampio e articolato, adibito a casino di caccia per ospitare i cani, gli inservienti e le attrezzature necessarie per le battute di caccia che si effettuavano soprattutto nel Serraglio. Il complesso, rimaneggiato nella prima met\u00e0 dell\u2019800, si compone dell\u2019edificio centrale, a due piani, caratterizzato da otto lesene e sormontato da una balaustra che copre il tetto e due ali laterali.&nbsp;<br><br>Tra le figure chiave legate alla Venaria Reale emerge&nbsp;in particolare&nbsp;quella dell\u2019architetto&nbsp;Ennemond&nbsp;Alexandre&nbsp;Petitot, protagonista della stagione neoclassica parmense, a cui si deve la costruzione del celebre Casinetto&nbsp;Petitot&nbsp;a Parma. Fu proprio&nbsp;lui&nbsp;a&nbsp;subentrare&nbsp;appena dopo l\u2019inizio dei lavori&nbsp;della Venaria in qualit\u00e0 di&nbsp;architetto di corte,&nbsp;creando&nbsp;ambienti eleganti, armonici e perfettamente inseriti nel contesto naturale.&nbsp;Alla fine del 1756 l&#8217;intero complesso contava la presenza di sette edifici, disposti simmetricamente e scenograficamente al termine di un lungo viale. La Venaria di Colorno&nbsp;perse la sua funzione&nbsp;originale&nbsp;appena dopo la morte del committente, Filippo I di&nbsp;Parma,&nbsp;venendo adibita a palazzina di riserva e teatro all\u2019aperto dal ministro ducale Guillaume du Tillot.&nbsp;<br><br>Oggi la Venaria Reale di Colorno&nbsp;\u00e8 la sede del Circolo Maria Luigia,&nbsp;si presenta come un complesso parzialmente conservato in cui le ali laterali superstiti permettono ancora di intuire l\u2019impianto originario. Sebbene non pi\u00f9 integro, il sito conserva un forte valore storico e paesaggistico, diventando un punto di interesse per chi desidera esplorare il territorio con uno sguardo attento alla memoria. La struttura dialoga con l\u2019ambiente circostante, rappresentando&nbsp;un tassello importante per comprendere la storia di Colorno e il sistema delle residenze ducali&nbsp;borboniche parmensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensata&nbsp;originalmente&nbsp;come luogo di svago e rappresentanza, la Venaria (o anche detta &#8220;Veneria&#8221;) si inseriva in un sistema pi\u00f9 ampio di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":18125,"menu_order":10,"template":"","colorno-subcategory":[784],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/colorno\/17492"}],"collection":[{"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/colorno"}],"about":[{"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/colorno"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"colorno-subcategory","embeddable":true,"href":"https:\/\/app.museodellabassa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/colorno-subcategory?post=17492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}