Casalmaggiore e i Salvaterra

Casalmaggiore e i Salvaterra

Temi: Arte - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minuti

La famiglia Salvaterra detiene il record per l’infeudazione più lunga della fase casalasca moderna: dal 1649 al 1717. Incominciò col questore Giovanni Salvaterra e terminò con il ritorno al controllo diretto dello Stato di Milano. È un periodo meno spettacolare rispetto ai precedenti ma caratterizzato da una forte stabilità, che risponde ad una domanda: come faceva una comunità come Casalmaggiore a restare autonoma pur essendo infeudata? La risposta sta ancora nella qualifica di “terra separata”, che garantiva alla città una certa autonomia nonostante le concessioni feudali; presentandosi sotto forma di autonomia amministrativa, dipendenza diretta dallo Stato di Milano e valore strategico. Il controllo altamente strategico del traffico fluviale, la sua posizione di relativo isolamento geografico e geopolitico (essendo una sorta di enclave proiettata verso territori stranieri), oltre che ad una comprovata storia di autonomia, contribuirono a rendere il Comune una “terra separata”.

Questo rende i Salvaterra interessanti non tanto per la biografia familiare, quanto per il funzionamento politico della città in sè.

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