Casalmaggiore sotto Napoleone e Francesco I, Ferdinando I, Francesco Giuseppe

Casalmaggiore sotto Napoleone e Francesco I, Ferdinando I, Francesco Giuseppe

Temi: Arte - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minuti

Il periodo napoleonico fu disastroso per Casalmaggiore: non solo perse la sua posizione privilegiata, ma come nel resto d’Italia fu soggetta a pesanti tassazioni, la soppressione degli ordini religiosi e soprattutto la coscrizione obbligatoria, che fu una triste novità. Francesco I d’Austria (qui rappresentato) fu il sovrano che affrontò Napoleone e che riuscì a mantenere il controllo anche dopo la fine della catastrofica guerra, occupandosi del riassetto post-bellico: fu l’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero e il primo del nuovo Impero Austriaco. Sotto il suo lungo regno (che vide la nascita del Regno Lombardo-Veneto nel 1815), Casalmaggiore cercò di recuperare i privilegi persi durante l’era napoleonica, cosa che ottenne con il titolo di Città Regia nel 1816 attraverso una delegazione casalasca che si recò a Vienna, per riaffermare la fedeltà all’Austria: la spedizione ebbe così tanto successo che quasi un decennio dopo la città ricevette una Visita Imperiale da parte dell’Imperatore stesso nel 1825, che fu ospitato con i massimi onori nella residenza privata di un nobile locale.

Ferdinando I regna nella fase centrale della Restaurazione (1835–1848): diede una forte spinta all’industrializzazione locale, consolidando il successo della fabbrica di terraglie finissime, un’eccellenza produttiva casalasca che segnò l’economia del territorio per decenni; ma di fronte ai Moti del ’48 l’amministrazione asburgica a Casalmaggiore vacillò e il 22 marzo 1848 la guarnigione austriaca fu costretta alla fuga, con i liberali casalaschi che istituirono una municipalità democratica temporanea, poco prima dell’abdicazione di Ferdinando a Vienna.

Francesco Giuseppe è il sovrano della crisi finale per la Lombardia, che dopo la seconda guerra d’indipendenza del 1859 esce dal controllo austriaco. Il giovanissimo sovrano non ebbe l’accortezza di ristabilire un legame pacifico e proficuo con il casalasco, inserendo la sua autorità con una dura militarizzazione e rigido controllo poliziesco in quanto terra di confine col Ducato di Parma, accelerando il definitivo distacco della città dal suo secolare legame con la corona d’Austria, venendo annessa al Regno di Sardegna (futuro Regno d’Italia). Garibaldi stesso visitò la città nel 1862, la cui memoria è legata al celebre Palazzo Mina.

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