Cappella Ducale di San Liborio

Cappella Ducale di San Liborio

Temi: Arte - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minuti

La Cappella Ducale di San Liborio, alle spalle della Reggia di Colorno nonché parte piena del suo sistema architettonico e simbolico, è un gioiello neoclassico situato nel centro storico della città.  
La chiesa fu eretta nel 1722 per volere di Francesco Farnese, che decise di far costruire sul retro del Palazzo Ducale una cappella palatina dedicata a San Liborio, protettore dei malati di calcolosi renali di cui proprio il Duca di Parma soffriva.  
L’edificio che vediamo oggi, però, è il risultato di una ricostruzione successiva: fu infatti demolito a partire dal 1775 grazie al Duca Ferdinando di Borbone, e poi ampliato allo scopo di sostituirlo con un nuovo luogo di culto di dimensioni molto più ampie e degne dell’adiacente reggia monumentale. La cappella sorge dunque dentro la storia politica e dinastica della Reggia, ma possiede anche una sua fisionomia autonoma e ben riconoscibile.  
 
Nel tempo, l’edificio fu arricchito da un numero notevole di opere e arredi realizzati da alcuni fra i principali artisti attivi a Parma nella seconda metà del Settecento, tra cui: Gaetano Callani, Giuseppe Baldrighi, Pietro Melchiorre Ferrari, Laurent Pêcheux, Domenico Muzzi e Benigno Bossi. Tra gli elementi più noti spicca il grande organo costruito da Giuseppe Serassi tra il 1792 e il 1796, composto da ben 2.898 canne e ancora oggi considerato uno dei tesori più importanti della cappella. Anche il programma decorativo contribuisce a definire l’identità del luogo: la cupola dipinta da Domenico Muzzi, le tele, le sculture e il ricco arredo ligneo restituiscono l’immagine di uno spazio sacro e tipico dell’universo cortigiano borbonico. 
 
Oggi la Cappella Ducale di San Liborio si presenta come un edificio neoclassico di grande coerenza formale, riconosciuta come la seconda cappella di corte più grande d’Europa. La facciata, la cupola, il campanile, la navata con la tribuna ducale, il presbiterio in marmi policromi e il coro ligneo conservano ancora l’impronta tardo settecentesco. Proprio per questa continuità, la cappella non va considerata solo come un elemento accessorio della Reggia di Colorno, ma come una delle sue espressioni più compiute e più dense di significato storico. 

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