Chiesa di San Pietro Apostolo

Chiesa di San Pietro Apostolo

Temi: Religione - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minuti

Nel mezzo della campagna di Colorno, la Chiesa di San Pietro Apostolo conserva origini che risalgono a una fase ben precedente all’aspetto che l’edificio ha assunto nei secoli successivi. Sul luogo esisteva già nel 1230 un edificio sacro dipendente da Colorno, mentre la costruzione di una prima chiesa è riferita al XVI secolo, con consacrazione avvenuta del 19 maggio 1525 da parte di Pompeo Musacchi. La chiesa che si conosce oggi, però, è legato soprattutto alla ricostruzione del 1685, che ne ha definito il carattere architettonico generale. Essa si trova precisamente nel piccolo paese di Copermio, ed è tuttora sede parrocchiale della zona pastorale della Bassa Parmense.

La sua vicenda è interessante anche per alcuni aspetti meno immediati. Già tra 1578 e 1579, durante la visita apostolica del Vescovo Giovanni Battista Castelli, la chiesa risultava divisa in tre navate. Tuttavia, nella struttura attuale le campate della navata a nord risultano più lunghe di quelle della navata a sud: questa irregolarità è stata collegata al probabile riuso di parte dei muri della cappella originaria e alla vicinanza dell’argine del Torrente Parma, che ne avrebbe condizionato l’ampliamento. Nel corso del tempo, la chiesa ha attraversato anche momenti difficili: fu danneggiata dall’inondazione del Po del 1868, restaurata più volte nel Novecento e colpita di nuovo dai sismi del 2008 e del 2012, che la resero temporaneamente inagibile. I lavori di consolidamento si conclusero nel giugno 2017, seguiti dalla riapertura al pubblico nel luglio dello stesso anno.

Dal punto di vista architettonico, la chiesa ha forme barocche e una struttura a pianta rettangolare, con tre navate e presbiterio absidato. La facciata, simmetrica e a salienti, è scandita da quattro lesene e da tre portali sormontati da frontoni curvilinei. Sul lato destro, in posizione arretrata rispetto all’abside, si alza il campanile, aperto da monofore e concluso da una lanterna ottagonale. Entrando all’interno, i pilastri con capitelli dorici, gli archi semicircolari e la volta lunettata della navata centrale restituiscono l’immagine di un edificio che ha mantenuto una fisionomia coerente, pur portando ancora i segni delle trasformazioni avvenute nei secoli.

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