Duomo di Santa Margherita
Temi: Religione - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minutiIl Duomo di Santa Margherita, noto anche come Pieve di Colorno, è situato nel tessuto storico del paese in una posizione che in origine era al limite del borgo più antico, al di sotto le mura. La chiesa fu costruita tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento e venne consacrata nel 1525: inizialmente, fu impostata su una pianta rettangolare a tre navate, divise da colonne corinzie, con soffitto in legno e pavimento in cotto. La sua storia è lunga e stratificata: nel tempo subì ampliamenti, danni, saccheggi e restauri, fino ai grandi lavori ottocenteschi che ne definirono l’aspetto odierno.
Il Duomo di Santa Margherita rappresenta un luogo che racconta come gli edifici religiosi mutino in concomitanza con la vita della comunità. Nel Seicento, in occasione della visita del Duca Ranuccio II Farnese e di sua moglie, l’interno venne completamente imbiancato. In altri momenti, la chiesa fu colpita dai saccheggi delle truppe spagnole e poi dagli scontri legati alla battaglia di Colorno. Allo stesso tempo conserva opere e presenze significative: il monumento a Pier Luigi Belloni, il pulpito proveniente dalla distrutta chiesa parmense di San Pietro Martire, la cappella del Santissimo Sacramento con stucchi di Domenico e Leonardo Reti, l’Ultima Cena di Giovanni Venanzi, il Martirio di Santa Margherita di Francesco Cairo e altri dipinti legati alla storia artistica del territorio parmense.
Oggi, il Duomo mostra con chiarezza questa doppia natura: da una parte conserva ancora tracce dell’impianto originario, visibili soprattutto nell’abside, nel coro e in alcune porzioni della facciata. Dall’altra presenta l’impronta dei lavori eseguiti tra 1834 e 1844, quando l’edificio fu riletto in forme neoclassiche sotto la supervisione di Giuseppe Tebaldi, con il contributo di Nicola Bettoli. Le colonne, infatti, furono inglobate in massicci pilastri, vennero aggiunte le cappelle laterali e fu rifatta la pavimentazione. Ne risulta, dunque, uno spazio in cui epoche diverse convivono ancora oggi, rendendo il Duomo una testimonianza concreta delle trasformazioni storiche e artistiche di Colorno.