Reggia di Colorno – La nuova funzione
Temi: Storia - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minutiNel 1910 la Reggia di Colorno è un paradosso visivo. Dietro i muri barocchi dei Farnese e dei Borbone, il complesso ospita da quasi quarant’anni il manicomio provinciale di Parma, una cittadella sanitaria che conta centinaia di ricoverati. Le sale da ballo e gli appartamenti ducali sono stati svuotati delle collezioni d’arte, spedite a Napoli o vendute all’asta dopo l’Unità d’Italia, per fare spazio a corsie ospedaliere, letti in ferro e uffici medici.
Chi cammina nel parco in quegli anni, come l’uomo e le bambine in foto, si trova davanti a una struttura monumentale ma profondamente mutata nelle funzioni. Le finestre della facciata appartengono ai reparti d’isolamento e alle camerate, mentre il cortile e i terreni circostanti non sono più i parterre geometrici in stile Versailles, ma spazi d’aria destinati alla terapia del lavoro agricolo dei degenti. L’intonaco della facciata, i vasi marmorei sulla balaustra e lo scalone monumentale del Bibbiena mostrano i segni del tempo e della riconversione pubblica, testimoniando il passaggio definitivo da centro del potere aristocratico a periferia del disagio sociale.