Venaria Reale
Temi: Storia - Visitatori: Appassionati d'arte - Durata: 30 minutiPensata originalmente come luogo di svago e rappresentanza, la Venaria (o anche detta “Veneria”) si inseriva in un sistema più ampio di ville e spazi destinati alla vita di corte, in dialogo costante con la più ampia architettura della Reggia e con il paesaggio agricolo e fluviale circostante. Il progetto si sviluppò in epoca borbonica a metà del Settecento, quando Colorno divenne uno dei centri principali del potere del Ducato di Parma. Di questo complesso oggi restano solo le ali laterali, testimonianza di un impianto originario più ampio e articolato, adibito a casino di caccia per ospitare i cani, gli inservienti e le attrezzature necessarie per le battute di caccia che si effettuavano soprattutto nel Serraglio. Il complesso, rimaneggiato nella prima metà dell’800, si compone dell’edificio centrale, a due piani, caratterizzato da otto lesene e sormontato da una balaustra che copre il tetto e due ali laterali.
Tra le figure chiave legate alla Venaria Reale emerge in particolare quella dell’architetto Ennemond Alexandre Petitot, protagonista della stagione neoclassica parmense, a cui si deve la costruzione del celebre Casinetto Petitot a Parma. Fu proprio lui a subentrare appena dopo l’inizio dei lavori della Venaria in qualità di architetto di corte, creando ambienti eleganti, armonici e perfettamente inseriti nel contesto naturale. Alla fine del 1756 l’intero complesso contava la presenza di sette edifici, disposti simmetricamente e scenograficamente al termine di un lungo viale. La Venaria di Colorno perse la sua funzione originale appena dopo la morte del committente, Filippo I di Parma, venendo adibita a palazzina di riserva e teatro all’aperto dal ministro ducale Guillaume du Tillot.
Oggi la Venaria Reale di Colorno è la sede del Circolo Maria Luigia, si presenta come un complesso parzialmente conservato in cui le ali laterali superstiti permettono ancora di intuire l’impianto originario. Sebbene non più integro, il sito conserva un forte valore storico e paesaggistico, diventando un punto di interesse per chi desidera esplorare il territorio con uno sguardo attento alla memoria. La struttura dialoga con l’ambiente circostante, rappresentando un tassello importante per comprendere la storia di Colorno e il sistema delle residenze ducali borboniche parmensi.