Duomo di Santa Margherita – L’eredità della Duchessa
Temi: Arte - Visitatori: Adulti - Durata: 5 minutiNel 1832 un terremoto provocò alcuni danni al luogo di culto e l’anno seguente, grazie a un’iniziale cospicua donazione, furono avviati per volontà del prevosto Isacco Deval grossi lavori di ristrutturazione in forme neoclassiche dell’intero edificio; la progettazione fu affidata all’architetto Giuseppe Tebaldi, al quale fu affiancato l’architetto Casa, con la collaborazione di Nicola Bettoli. La chiesa fu chiusa al culto il 27 maggio 1834 e per alcuni anni tutte le funzioni religiose furono officiate nella cappella ducale di San Liborio. Le opere consistettero nella parziale risistemazione della facciata, nell’aggiunta degli ingressi secondari, nel rivestimento delle colonne corinzie con massicci pilastri, nella sostituzione dell’antico pavimento in cotto, nella decorazione degli interni e nella realizzazione delle prime otto cappelle laterali. Nonostante le offerte, compreso il contributo finanziario della duchessa Maria Luigia, i soldi non furono sufficienti per completare i lavori inizialmente previsti, che avrebbero dovuto riguardare anche la zona absidale. Il cantiere fu portato a termine il 1º dicembre 1844, con la riapertura al culto dell’edificio.
Non sono ancora presenti contenuti in questa sezione, se hai materiali da integrare contattaci
Non sono ancora presenti contenuti in questa sezione, se hai materiali da integrare contattaci
Non sono ancora presenti contenuti in questa sezione, se hai materiali da integrare contattaci
Non sono ancora presenti contenuti in questa sezione, se hai materiali da integrare contattaci